martedì 22 novembre 2011

il coraggio di mettersi in silenzio

Ieri sera un gruppo di giovani izanesi ha partecipato all'incontro organizzato dal centro diocesano di spiritualita', dal titolo: IL SILENZIO EDUCA ALL'ASCOLTO DELLA VITA.
Relatore: Sabino Chialà, una delle ormai diverse voci della comunità di Bose.

Fratel Sabino ha esordito dicendo che parlare del silenzio è una specie di contraddizione (parlare del silenzio?!) e nello stesso tempo un rischo: il rischio è quello di renderlo una ricetta, un qualcosa di artificiale, distante dalla vita e dalla Verita'.



Il silenzio è:
  • un’ esperienza pratica e personale: pratica perchè va esercitata; personale perchè ognuno vive il silenzio in maniera diversa, a suo modo; 
  • una realta' ambigua; 
  • un’ esperienza umana (ancor prima che religiosa) irrinunciabile, con luci e ombre (i rischi del silenzio). Non è solo per i monaci: il silenzio fa bene a tutti gli uomini, proprio perchè dimensione irrinunciabile dell' uomo; 
  • una realta' parziale: non è un bene in assoluto. Ha senso solo se collocato in un tempo e in uno spazio orientati a produrre qualcosa. 
Fratel Sabino ha poi spiegato il possibile itinerario umano, al fine di comprendere i silenzi che ci abitano e capire se sono silenzi che ci fanno bene o silenzi che fanno male a noi stessi e/o agli altri.
Ci ha raccontato luci e ombre dei vari silenzi in questo modo:

DAL MUTISMO ALLA COMUNICAZIONE :
ci sono dei falsi silenzi chiamati mutismi, quei silenzi non abitati dalla comunicazione. Sono silenzi che non dicono niente, e mostrano il rifiuto dell'altro. Il vero silenzio è invece un altro modo di capire, e per questo rimane intrinsecamente legato alla parola. Si potrebbe definire il contesto nel quale poi si inserisce la parola pensata, nutrita. Il silenzio è compassione, dice presenza, attenzione verso l'altro, non rifiuto. 

DAL SILENZIO ALLA COMPASSIONE. Il silenzio puo' essere anche veicolo di odio: ad esempio quando c'è qualcuno che si aspetta una parola che nn arriva. In questo caso il silenzio puo' esssere il luogo dove l'odio cresce, in cui taccio ma intanto giudico l'altro. Il vero silenzio invece matura nell'amore per l'altro; è quando tacendo si coltiva o ci si esercita alla compassione dell'altro. E' un silenzio che tende a una comunicazione piu' intensa, piu' appassionata.. un tacere per prepararsi a un incontro piu' maturo. 

IL SILENZIO COME AUTO-ILLUSIONE: a volte il silenzio diventa un luogo isolato in cui ci si compiace di se stessi; uno spazio in cui entriamo da soli, in cui siamo l’unico punto di vista. Il silenzio diventa qui un silenzio della bocca, ma non del cuore. Il vero silenzio invece è un silenzio anche interiore, una occasione di umilta’; diventa capacita’ di accogliersi per quello che si è in verita’. 

DALL’ANGOSCIA ALLA PACIFICAZIONE: a volte sono gli altri, altre volte da soli ci creiamo un muro che crea distanza dagli altri, che una volta costruito non siamo piu’ in grado di abbattere perchè diventato piu’ grande di noi. In realta’ il silenzio non è un luogo in cui isolarci e lottare, ma un luogo di pacificazione; una lotta con sé, non con gli altri. È lo sforzo a disarmarci.

 fratel Sabino ha poi spiegato la valenza cristiana del silenzio:
  • Aiuta nella vita interiore: la cosiddetta coscienza di essere abitati da una dimensione Altra 
  • Aiuta nell’ascolto: della Parola, dell’altro… 
  • Aiuta nella preghiera 
  • È necessario per sostenere il male che ci viene dagli altri e che creiamo noi 
  • Ci aiuta a vedere il silenzio di Dio: silenzio che va rispettato e accolto. Il silenzio è infatti una forma di ESEGESI, da praticare. 
Di fronte ai silenzi degli altri, Fratel sabino ci ha consigliato di non ripagarli con la stesa moneta: ognuno è certo solo della qualita’ del proprio silenzio; non siamo sempre certi della ragione dei silenzi degli altri. Per questo ci invitava a rispettare quei silenzi e a lavorare per non tagliare quelle relazioni, mantenendo un silenzio d’attesa.

Da ultimo, un invito : il coraggio di mettersi in silenzio senza avere paura di se stessi. Perché è questo che fa paura: trovarsi in silenzio e guardarsi:) il silenzio quindi come occasione di crescita e.. di uno sguardo diverso su Dio.

Grazie Fratel Sabino!:)